» » » » » » » » MOTTA SAN GIOVANNI. Torrente Oliveto una bomba che ancora non si provvede a disinnescare

MOTTA SAN GIOVANNI. Alla luce del ripetersi di gravissimi eventi che mettono in serio pericolo la popolazione è necessario e urgente mettere in sicurezza il torrente Oliveto.

La situazione è allarmante e non lascia spazio ad ulteriori esitazioni. In particolare si richiama il prevedibile evento registratosi alcuni mesi addietro in contrada Pendimati.

Invero in un pomeriggio di tale periodo, intorno alle ore 15, si sono staccati dal sovrastante versante destro del torrente Oliveto alcuni macigni che si sono riversati nell’alveo fluviale.

Altri macigni sono pronti a staccarsi unitamente a quelli movimentati e accantonati in alto sul succitato terreno.
La gente racconta che il boato provocato dal crollo dei massi è stato sentito anche in località Sarto, distante circa due chilometri, in linea d’aria circa 600/700 metri.


Vi è di più. L’alveo fluviale nella zona in questione, ma ben possiamo dire gran parte del torrente fino alla foce, è interessato da fitta vegetazione spontanea con arbusti e piante d’alto fusto che tra l’altro non fanno distinguere gli esatti confini tra il demanio fluviale e le aree private  ed è caratterizzato da enormi massi in pietra naturale.

Durante le recenti piogge nella zona in questione è crollato un pioppo situato sul demanio fluviale a pochi metri dai sopra citati massi crollati, altri pioppi sono crollati nella stessa area 7/8 mesi addietro.

Qualora si dovessero concretizzare le succitate fattispecie si bloccherebbe il torrente formando una diga naturale.

Più volte abbiamo evidenziato che per poter comprendere meglio il pericolo che da “illo tempore” incombe permanentemente a valle del torrente Oliveto, bisogna conoscere la situazione a monte, con particolare riferimento agli invasi di Scillupia e Vena della portata di 150 mila metri cubi circa, ove confluisce l’Oliveto per poi proseguire verso valle.

Durante le ultime piogge in via precauzionale e su richiesta del Sindaco di Motta San Giovanni, il consorzio di bonifica basso jonio ha disposto lo svuotamento, fino a metà, degli invasi Vena e Scillupia ricadenti in territorio comunale.
Giova ripetere che l’attuale stato di fatto costituisce fonte di un potenziale disastro ad alto numero di vittime in caso di piena del torrente.


E’ necessario chiudere i varchi in prossimità del torrente.

Per chiusura si intende non solo opere mobili  per evitare l’accesso e la circolazione dei veicoli nel torrente (barriere New Jersey, transenne metalliche, nastro segnaletico bianco/rosso), bensì opere stabili per impedire  in caso di piena la possibile deviazione della portata idrica verso il varco che in tal caso tutta la zona circostante potrebbe essere interessata da allagamenti che inevitabilmente coinvolgerebbero viabilità, insediamenti abitativi e terreni agricoli.

In merito è stato richiesto l’intervento delle Istituzioni competenti.
Vincenzo Crea
referente unico dell’Ancadic Onlus
responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”

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