» » » » » » » » » » REGGIO CALABRIA. Due arresti per la rapina commessa nella tabaccheria De Fontes di Bocale

REGGIO CALABRIA. Stamani, i carabinieri della Stazione di Pellaro agli ordini del luogotenente Salvatore Piazza coadiuvati da quelli del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia, diretta dal maggiore Mariano Giordano,  hanno eseguito due ordinanze di applicazione di misura cautelare in carcere, emesse dalla Sezione Gip del Tribunale reggino, nei confronti di Domenico Calluso, 43 anni e  Gianluca Scaramozzino, 41 anni,  (ndr quest’ultimo già ristretto perché trovato in possesso di un vero e proprio arsenale).

L’indagine trae origine da una complessa attività d’indagine condotta dalla Stazione carabinieri di Pellaro, sotto la guida della Procura della Repubblica diretta dal procuratore capo Federico Cafiero de Raho, a seguito di una rapina a mano armata commessa il 29 agosto del 2015 nella rivendita tabacchi “De Fontes Antonella” di Bocale che fruttò, allora,  un bottino di 12.000 euro.

All’epoca le indagini avviate nell’immediatezza avevano portato all’emissione di un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto nei confronti di Gerolamo Latella (rimesso in libertà dopo qualche tempo e lo scorso 26 settembre tratto nuovamente in arresto in esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere perchè indagato come correo della rapina quale “basista” del gruppo) e di Paolo Antonio Monorchio ritenuto dagli inquirenti colui che imbracciò materialmente il fucile ed il cui fermo avvenuto il 4 settembre 2015 venne in seguito convalidato dall’Autorità giudiziaria.

I militari, consci della presenza sul luogo del delitto di altri correi, iniziavano, sotto la guida della locale Procura della Repubblica, un’attenta attività di analisi dei contatti e delle frequentazioni degli arrestati sino a giungere alla raccolta di gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati in ordine alla rapina perpetrata.

Secondo gli inquirenti, le indagini svolte hanno acclarato il ruolo di Calluso come quello del secondo rapinatore entrato all’interno dell’esercizio commerciale per perpetrare la rapina e dello Scaramozzino come quello dell’autista della vettura utilizzata dai malviventi per la fuga.

Di fondamentale importanza, inoltre, si dimostrava l’arresto di Gianluca Scaramozzino (7.10.2016) quando lo stesso fu trovato in possesso di un vero e proprio arsenale; tra le armi rinvenute e sequestrate vi era anche un fucile a canne mozze che, da subito, parve ai militari del tutto simile a quello utilizzato per la rapina alla tabaccheria.

Gli accertamenti tecnici posti in essere dal Reparto investigazioni scientifiche di Messina ha confutato tale impressione confermando diversi punti di comunanza tra il fucile sequestrato a Scaramozzino e quello utilizzato dai rapinatori e ripreso dalle telecamere del circuito di videosorveglianza dell’attività commerciale.

La tenacia profusa dalla Procura di Reggio Calabria e dai militari del Comando Stazione Carabinieri di Pellaro ha consentito di dare un volto e un nome ai rapinatori che avrebbero pianificato e portato a segno il gravissimo reato.

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