REGGIO CALABRIA. La Sezione “Reati contro la persona, in danno di minori e sessuali” della locale Squadra mobile, a conclusione di serrate indagini coordinate dal procuratore della Repubblica Federico Cafiero de Raho e dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni, nella giornata odierna ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale reggino nei confronti di E. O., 41 anni,  ritenuto gravemente indiziato del reato di atti persecutori nei confronti della moglie.

È l’ennesimo caso di violenza domestica che viene affrontato e risolto dagli investigatori della Squadra mobile reggina.

Dopo alcuni anni di matrimonio, il rapporto coniugale si è incrinato, fino ad arrivare alla separazione di fatto della coppia.

Da questo momento si è verificata un’escalation di condotte persecutorie che l’uomo ha posto in essere nei confronti della moglie, fatte di ripetute minacce, insulti ed aggressioni fisiche.

Le gravi offese – denigratorie della personalità della donna – sono state numerose ed insostenibili, generando nei confronti della vittima un perdurante stato d’ansia dovuto al timore di gravi conseguenze per la sua incolumità.

Nel mese di agosto 2016, la donna ha trovato il coraggio di denunciare tutto alle forze dell’ordine, dopo aver subito l’incendio della propria autovettura, fatto preannunciato da E. O. che qualche ora prima aveva detto alla donna che "a breve l’avrebbe fatta camminare a piedi".

Successivamente a tale fatto, sono avvenuti altri episodi denunciati dalla donna, per i quali si è reso necessario il pronto intervento degli uomini del locale Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, infatti, in questo mese sono state incendiate, in due circostanze, due autovetture in uso alla donna.

Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di ricostruire un robusto impianto accusatorio nei confronti dell’uomo, già destinatario del provvedimento di ammonimento adottato il 23 febbraio scorso dal questore Raffaele Grassi,  determinando il Gip ad accogliere la richiesta di misura cautelare in carcere formulata dal pubblico ministero a carico dell’indagato, provvedimento che è stato prontamente eseguito dagli uomini della Squadra mobile, che hanno raggiunto l’uomo e lo hanno condotto nel carcere di Arghillà, dove si trova attualmente ristretto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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