» » » » » » » » » » » AEROPORTO. I soldi per le low cost si trovano ma non per salvare lo scalo reggino

REGGIO CALABRIA. Vorremo spiegare ai cittadini reggini quanti soldi pubblici le regioni spendono (o sprecano) per portare compagnie low cost nei loro aeroporti.

Per aggirare le severe norme comunitarie che vietano gli aiuti di Stato alle imprese, le società che gestiscono gli scali aeroportuali sottoscrivono degli accordi di co-marketing per la promozione turistica del territorio.


Partiamo con il nostro viaggio tra le regioni italiane dalla Puglia.

Il contratto tra gli aeroporti pugliesi e Ryanair, che fino al 2010 era sostenuto da fondi europei, prevedeva un contributo per la pubblicità sul sito web del vettore e uno sconto del 50% sui costi di handling per un totale di 12 milioni di euro l’anno.

In cambio, la compagnia irlandese avrebbe garantito 33 rotte (20 da Bari, 13 da Brindisi) e 3 milioni di passeggeri l’anno. Alla fine furono concessi finanziamenti europei per 30 milioni alla compagnia irlandese.


In Sicilia, lo scalo di Trapani ha staccato un assegno di 20 milioni in cinque anni alla Airport Marketing Limited di Dublino, una controllata Ryanair, per la co-promozione pubblicitaria sul suo sito facendo decollare i passeggeri dai 533mila del 2008 agli 1,6 milioni del 2012. Questa operazione ha inguaiato Airgest, la società di gestione dell’aeroporto trapanese, che nello stesso periodo ha perso 10 milioni di euro.

Ora che l’intesa è a scadenza, l’aerolinea vuole tre milioni in più e ha costretto la Regione Sicilia a correre in aiuto (tanto paga Pantalone) dello scalo di Birgi.

Succede in tutto lo stivale: la vecchia società di gestione dello scalo di Rimini ha speso 12 milioni per le low cost ed è arrivata al fallimento.

Ora è subentrata una nuova società di gestione, nel periodo di transizione lo scalo è rimasto chiuso cinque mesi.


L’aeroporto di Alghero ha sborsato per la sua scommessa irlandese 41 milioni in 10 anni (20 solo nel 2011-2012) ed è finita nel mirino della Ue per aiuti di stato.

Oggi che Alitalia, sì in crisi economica, che da sempre ha garantito l’operatività e quindi i servizi a tutti i cittadini a spese proprie (compresi trasferimenti di animali vivi, minori senza accompagnatore, ammalati in barella, le altre compagnie non sono abilitate a farlo) sullo scalo di Reggio Calabria chiede 6 milioni di euro per ben 56 voli settimanali e la Regione sembra restia a voler contribuire.

Di contro è disposta ad elargire a Ryanair suon di milioni (altro che 6 che chiede Alitalia). E vorremmo ricordare che la stessa compagnia irlandese non vola su Linate ma solo su Bergamo.


Il presidente della provincia Raffa, in data 23 settembre 2016 dichiarava: "In tutti questi anni, l'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria è stata l'unico Ente che ha sostenuto la Sogas in maniera concreta e continuativa, mediante un esborso complessivo che ha superato i 23 milioni di euro nelle ultime due consiliature”.

Anche il presidente della regione, Mario Oliverio, in data 8 marzo 2016 ribadiva il suo impegno per lo scalo: “Dalla Regione arrivano 15 milioni di euro per ‘salvare’ l'aeroporto di Reggio Calabria”. 38 milioni di euro in totale per mantenere Sogas, sapendo che da lì a qualche mese sarebbe stata dichiarata fallita con 9 milioni di euro di perdite.

Questi ad oggi sono i fatti e qualcuno ci vuole far credere che la Regione non sia disponibile a dare solo 6 milioni di euro all’Alitalia per tutte le tratte e i servizi fino ad ora garantiti?

Il presidente Oliverio, il sindaco Falcomatà e il ministro Delrio sono le persone che hanno in mano la palla e la decisione su quanto avverrà a Reggio Calabria, nei prossimi giorni e nei mesi a seguire, sarò loro.


È importante che i cittadini reggini abbiano ben chiaro quando sta accadendo.
Gruppo dipendenti scalo di Reggio Calabria

About Pino d'Amico

Reggio Calabria e la sua Provincia dentro la cronaca e non solo.
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