LOCRI. In 25mila a Locri e mezzo milione in tutta Italia. Sono i numeri della marcia organizzata da 'Libera' per la Giornata della memoria e del ricordo delle vittime della mafia.

"Oggi a Locri siamo tutti sbirri. Ricorderemo tanti nomi di esponenti delle forze dell'ordine che hanno perso la vita e nessuno li può etichettare e insultare" ha detto in apertura della manifestazione don Luigi Ciotti dopo le scritte offensive comparse ieri, ricordando, tra gli altri, il capitano di fregata Natale De Grazia, medaglia d'oro al merito di Marina “alla memoria”, deceduto in circostanze poco chiare nel 1995, periodo in cui indagava sullo smaltimento illecito di rifiuti tossici.

Nella cittadina jonica il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera era rappresentato dal Direttore marittimo della Calabria e Basilicata tirrenica, capitano di vascello Giancarlo Russo, e dal comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Roccella Jonica, tenente di vascello sub Pietro Alfano.

Don Ciotti ha voluto ricordare quanto gli uomini e le donne della Guardia costiera fanno a vantaggio del prossimo, trattando il tema della salvaguardia della vita umana in mare, principale compito svolto dalla Guardia costiera, che, in particolar modo in Calabria e Sicilia, è impegnata continuamente nel salvataggio e nell’accoglienza di migranti in cerca di speranza.

Proprio don Ciotti ha vissuto in prima persona il dramma dei migranti: “di fronte a quest’olocausto di migranti che si sta compiendo, i sommozzatori della Guardia costiera mi hanno detto che davanti all’Isola dei Conigli, quando hanno tirato su dal mare 600 persone morte, la cosa più dolorosa è stata dividere le mamme dai loro bambini che avevano stretto forte, mentre il barcone andava giù.
È un olocausto, non dimenticatelo mai, vi prego”.

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