» » » » » » » » » » MELICUCCO. Azienda utilizzava fitofarmaci vietati: denunciate 2 persone

MELICUCCO. Nell'ambito di mirate investigazioni coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, personale della Polizia di Stato del Commissariato di Gioia Tauro, coadiuvato da personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Polistena, è intervenuto presso i locali della ditta Dsm Italia, allo scopo di dare esecuzione ad un decreto di perquisizione personale e locale nei confronti di Ferdinando Simone Pronestì, 19 anni,  legale rappresentante dell’azienda.

Tale perquisizione ha costituito il naturale sviluppo delle attività di indagine scaturite a seguito del controllo e del deferimento in stato di libertà a carico di Pronestì operato dalla Polizia di Stato, (unitamente a personale della Polizia provinciale di Reggio Calabria e a personale dell’Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria) lo scorso 15 febbraio, quando, nel contesto delle attività di “contrasto al fenomeno del caporalato” il personale era intervenuto presso la Dsm Italia,  dove erano stati rinvenuti e sequestrati 10 contenitori in plastica da 20/25 litri alcuni dei quali contenevano del liquido che era da ritenersi essere un fitofarmaco denominato Dormex,  la cui vendita ed il cui utilizzo sono da anni proibiti in molti paesi ed in Italia a causa della sua pericolosità derivante dalla sua  comprovata cancerogenicità.

Il 13 marzo, a conferma di quanto già ipotizzato un mese prima, la Polizia di Stato ha rinvenuto e sequestrato, presso la stessa azienda, due contenitori dalla caratteristiche analoghe a quelli allora sequestrati, contenenti entrambi il Dormex ed ha deferito in stato di libertà  Domenico Pronestì, padre di Ferdinando Simone, in concorso con quest'ultimo.

Nel corso dell'operazione, la Polizia di Stato ha sequestrato, all'interno dell'azienda, PC e materiale informatico utile per il prosieguo delle investigazioni.

Il Dormex è un noto prodotto fitosanitario particolarmente efficace, impiegato in agricoltura per indurre le ore di freddo necessarie alla pianta prima del risveglio, permettendo così di uniformare il risveglio delle gemme, la ripresa vegetativa e la successiva fioritura, di conseguenza anche la maturazione.

A causa dell'elevata pericolosità per l’operatore - può provocare ulcerazioni, avvelenamento sistemico, insorgenza di allergie, danni a carico del fegato e del sistema nervoso ed una serie di sintomi quando l’individuo viene esposto contemporaneamente all’alcol - questo prodotto è stato revocato in primis in Italia, con un Decreto del Direttore Generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione, datato 18 marzo 2008, che obbliga anche il ritiro immediato delle scorte.

Successivamente, con la pubblicazione della Decisione della Commissione del 18 settembre 2008, vengono revocate, in tutti gli Stati Europei, l’iscrizione della cianammide come sostanza attiva e le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti la stessa, il tutto con tempistiche brevi e non oltre il 18 marzo 2010.

Un prodotto, dunque, pericoloso, dannoso, illegale.

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