» » » » » » » REGGIO CALABRIA. Alla Dante Alighieri tavola rotonda sul tema: 'Letteratura subalterna o sudditanza psicologica?'

REGGIO CALABRIA. Nell’ambito delle celebrazioni del decennale del riconoscimento dell’Università per stranieri “Dante Alighieri”, si è tenuta una tavola rotonda sul tema: Letteratura subalterna o sudditanza psicologica? Un tema fortemente voluto per dare significato al nuovo ruolo che è chiamata a svolgere in tutti i campi di attività la Città metropolitana di Reggio Calabria.

Hanno partecipato all’incontro lo storico Giuseppe Caridi, lo scrittore Mimmo Gangemi, il saggista Elio Stellitano e il Presidente della Fondazione Mediterranea Enzo Vitale. Chairman della serata il presidente del Comitato Dante di Reggio Calabria ed organizzatore della serata Pino Bova.

In apertura dei lavori il Presidente della Dante reggina ha ricordato come essere parte significativa della nuova rete di sviluppo del Paese fondata sulle Città metropolitane, implica non solo la battaglia per un adeguamento infrastrutturale ed una crescita sociale ed economica, ma anche la capacità di esercitare un’influenza ed un’attrattiva culturale su tutto il territorio circostante e nell’intero Paese.

'Le diseguaglianze dell’Italia non aiutano certamente questo processo – ha detto Bova - e le aree più forti sono quelle che rafforzano sempre di più  l’industria culturale confezionando  pacchetti che diffondono su tutte le aree di mercato'.

'La Questione meridionale, però, va posta – secondo Bova – anche secondo quest’ottica, creando sinergie importanti che consentano alle forze creative del territorio di rappresentare una storia di civiltà e di pensiero più consone ad un modello culturale ricco di valori e tradizioni'.

Elio Stellitano, autore di un importante saggio che ha evidenziato diversi aspetti del tema odierno, ha sottolineato il lavoro ereditato da diverse personalità calabresi in materia di letteratura come Antonio Piromalli, Giovanni Carteri, Pasquino Crupi che hanno valorizzato le figure meridionali più significative e le hanno indicate come i “magni spiriti” del nostro territorio.

Ma questo non basta secondo Stellitano.  La storia della cultura calabrese rischia di non essere più rappresentata se l’editoria della Calabria non trova il modo di essere forte e diffusiva, se non esce dalla configurazione localistica.

Lo storico Caridi, i cui lavori sono stati recentemente tradotti in diverse lingue europee, si è soffermato sulla difficoltà delle case editrici calabresi (circa 80) di corrispondere alle esigenze di distribuzione delle opere in tutto il contesto nazionale ed europeo.

'Spesso -  ha  sostenuto Caridi – la loro azione non varca i confini regionali e questo non aiuta gli autori ad affermarsi adeguatamente'.

Anche Enzo Vitale ed Antonio Monorchio della Fondazione Mediterranea hanno ricordato  lo sforzo compiuto dall’Associazione per consentire alle personalità calabresi di aprire una finestra di studio e di riflessione sul mondo.

Per Monorchio, tuttavia, nessuno deve illudersi. Il livello culturale espresso dalla classe dirigente regionale presenta limiti di visione  molto evidenti e questo costringe a dover superare difficoltà maggiori di quelle  ordinarie.

Per lo scrittore Gangemi, che con Carmine Abate, Gioacchino Criaco e pochi altri, si ritagliato un notevole spazio di attenzione nel Paese, è molto difficile ancora oggi entrare la considerazione delle case editrici italiane più importanti.

Il problema è che i calabresi vivono spesso  sulla propria pelle posizioni preconcette, non perché la loro letteratura sia subalterna (il valore di un’opera  è o non è, e il mondo intero lo dimostra), ma perché vi è ancora un forte pregiudizio ed è lo stesso meridionale a peccare di sudditanza psicologica.

Tutto questo per Gangemi va sgombrato, perché il contesto offre sempre nuove occasioni di recupero con l’opportunità di valorizzare anche le aree periferiche del mondo.

Concludendo, Bova  ha evidenziato che la  nuova Città metropolitana non riuscirà ad esprimere lo spessore della propria cultura e della propria progettualità se non esce dalla logica dell’individualismo e se la corrente di pensiero non diventa un fiume.

Bova ha ricordato luoghi come i Caffè delle Giubbe rosse, i poeti della linea lombarda, i Caffè Greco di Roma e Florian di Venezia, ma anche i Cenacoli del Rhegium Julii che, per anni, hanno visto la presenza a Reggio dell’intero panorama culturale internazionale.

'E’ questa nuova culla che deve ripartire – ha detto Bova - senza indulgenza alla dispersione, con lo spirito di  un nuovo Ulisse che si prepara a salpare per costruire un nuovo futuro'.

About Pino d'Amico

Reggio Calabria e la sua Provincia dentro la cronaca e non solo.
«
Next
Post più recente
»
Previous
Post più vecchio

Nessun commento :

Lascia un Commento

Ti potrebbero interessare ...