» » » » » » » » » » CITTANOVA. Martedì sarà commemorato l’eroico Rosario Iozia vice brigadiere dell’Arma

CITTANOVA. L’11 aprile prossimo, alle ore 10.30, nella chiesa Matrice, nel 30° anniversario dell’omicidio,  sarà commemorato il vice brigadiere Rosario Iozia, con una Santa Messa in suffragio che sarà officiata dal Cappellano militare Don Aldo Ripepi,  alle ore 11.50 seguirà la deposizione di una corona di alloro sul Cippo posto in memoria del sottufficiale in località Petrara, luogo del suo assassinio avvenuto il 10 aprile  1987.

Alla cerimonia saranno presenti i famigliari del militare assassinato, la signora Anna Monaco, mamma del sottufficiale, il fratello, la sorella i cognati,  che, come ogni hanno, provenienti dalla Sicilia, partecipano alla commemorazione del loro caro, la loro presenza insieme a quella dei vertici dell’Arma dei Carabinieri della provincia, con la massiccia partecipazione di numerosi carabinieri in servizio ed in congedo, i vertici della magistratura del Distretto reggino, le massime autorità civili, militari e religiose della provincia, testimoniano in maniera inequivocabile la volontà e la determinazione nel proseguire in quell’azione di promozione della cultura della legalità, mantenendo vivo il ricordo di quanti, fino all’estremo sacrificio hanno dato la propria vita per la difesa delle Istituzioni e dello Stato.

Alla cerimonia religiosa prenderanno parte una folta rappresentanza di studenti degli Istituti scolastici di Cittanova.

Rievocazione dei fatti storici dell’omicidio del vice brigadiere Rosario Iozia
Il vice brigadiere Rosario Iozia, nato a Catania il 19 agosto 1962, era giunto alla Stazione di San Giorgio Morgeto il 3 giugno 1985, ed in virtù delle qualità professionali e di carattere dimostrate, il 27 agosto successivo, appena venticinquenne, era stato trasferito alla Squadriglia di Cittanova, quale Comandante.

Nonostante la sua giovane età, si distinse da subito per la serietà, l’equilibrio e la correttezza del suo operato, sempre improntato all’imparzialità, alla rettitudine ed allo spirito di sacrificio.

Già a seguito di complesse indagini e servizi a lui delegati, era stato infatti menzionato sull’ordine del giorno del Comando dell’allora Legione Carabinieri di Catanzaro, per l’arresto di due malviventi ed il sequestro di quasi due chilogrammi di marijuana.

Anche per il sequestro di Angela Mittica di Oppido Mamertina, ultimo verificatosi nella zona, aveva fattivamente contribuito ad impedire la fuga dei malviventi, fino a determinare la liberazione della giovane sequestrata.

Per tale azione, il 10 aprile 1988, nel primo anniversario dell’omicidio del vice brigadiere Iozia, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri si era recato in località Zomaro, agro del Comune di Cittanova e centro dell’Aspromonte, per consegnare un premio ai militari dalla Squadriglia di Cittanova, di cui aveva fatto parte il vice brigadiere Iozia all’epoca del sequestro.

Rosario Iozia, alle ore 19 del 10 aprile 1987, in località Petrara, mentre percorreva libero dal servizio la Strada provinciale diretta a Polistena, all’uscita di una curva notava alcuni individui che attraversavano un uliveto armati di fucili a canne mozze.

Il militare, essendo un ottimo conoscitore dei luoghi e delle persone che gravitavano in quelle zone, intuiva subito ciò che si era presentato alla sua vista, arrestava la marcia della propria autovettura, impugnando la pistola d’ordinanza si poneva all’inseguimento di quei malviventi.

Non appena il militare si qualificava ed intimava loro di fermarsi, questi non esitavano a rivolgere le loro armi contro di lui, esplodendo due colpi di lupara e consentendogli di rispondere solo con un colpo della sua pistola.

L’evidente disparità delle forze che si erano contrapposte, si rivelava fatale per il vice brigadiere Iozia, che cadeva esanime sull’asfalto dopo essere stato attinto da numerosi colpi di varie armi da fuoco.

La valorosa azione ha determinato la concessione della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria, con la seguente motivazione:
“COMANDANTE DI SQUADRIGLIA OPERANTE IN ZONA AD ELEVATO INDICE DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, PUR ESSENDO CONSAPEVOLE DEI GRAVI RISCHI CUI SI ESPONEVA, SOLO ED A DIPORTO, AFFRONTAVA CON ALTISSIMO SENSO DEL DOVERE E COSCIENTE SPREZZO DEL PERICOLO, LATITANTE CHE, ARMATO DI FUCILE A CANNE MOZZE, SI ACCOMPAGNAVA AD ALTRI MALVIVENTI. FATTO SEGNO A VIOLENTA AZIONE DI FUOCO, BENCHÉ MORTALMENTE FERITO, REAGIVA CON L’ARMA IN DOTAZIONE IN DIFESA DELLO STATO E DELLE ISTITUZIONI.
FULGIDO ESEMPIO DI ATTACCAMENTO AL DOVERE, SPINTO SINO ALL’ESTREMO SACRIFICIO.”
PETRARA DI CITTANOVA (RC), 10 APRILE 1987. 

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