» » » » » » » » » » REGGIO CALABRIA. Operazione Recherche: fermate 11 persone (VIDEO)

REGGIO CALABRIA. Alle prime ore della mattinata odierna, investigatori della Squadra mobile della Questura e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, con il supporto degli equipaggi del Reparto prevenzione crimine “Calabria”, dei Commissariati della provincia e della Squadra mobile di Catania, su ordine della locale Direzione distrettuale antimafia, hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso nei confronti di elementi di vertice,  affiliati e prestanomi della potente cosca Pesce di Rosarno. Il provvedimento restrittivo colpisce i seguenti 11 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, illecita concorrenza con minaccia o violenza, intestazione fittizia di beni, favoreggiamento personale nei confronti del boss latitante Marcello Pesce, arrestato l’1 dicembre 2016 - aggravati dalla circostanza di aver agevolato un’organizzazione criminale aderente alla ‘ndrangheta - nonché di traffico e cessione di sostanze stupefecenti:

Rocco Pesce, 29 anni, nato a Polistena;
Savino Pesce, 28 anni, nato a Cinquefrondi;
Filippo Scordino, 42 anni, nato a Rosarno;
Bruno Stilo, 51 anni, nato a Melito di Porto Salvo;
Carmelo Garruzzo, 46 anni, nato a Rosarno;
Michelangelo Raso, 36 anni, nato a Gioia Tauro;
Rosario Armeli, 34 anni, nato a Cinquefrondi;
Michelino Mangiaruga, 38 anni, nato a Taurianova;
Giosafatte Giuseppe Elia, 43 anni, nato a Rosarno;
Consolato Salvatore Coppola, 49 anni, nato a Paternò (Catania);
Antonio Cimato, 33 anni, nato a Cinquefrondi.

Un dodicesimo soggetto Antonino Pesce, 25 anni, nato a Cinquefrondi è attivamente ricercato.


Il provvedimento di fermo d’indiziato di delitto è il risultato di una complessa e articolata attività di indagine condotta dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato e dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, volta alla cattura di Marcello Pesce, 53 anni, di Rosarno, alias “u ballerinu”1, arrestato lo scorso mese di dicembre dopo più di sei anni di ricerche e condannato, con sentenza della Corte di Appello di Reggio Calabria, a 16 anni e 2 mesi di reclusione per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni (operazione “All Inside”), confermata, in via definitiva, proprio recentemente dalla Suprema Corte di Cassazione.

Le indagini, supportate da numerosi presidi tecnologici, hanno consentito di individuare la rete dei soggetti che, per anni, ha protetto la latitanza di Marcello Pesce permettendo allo stesso di continuare a giocare un ruolo importantissimo nel panorama ‘ndranghetistico della fascia tirrenica di questa provincia, ma anche di ricostruire l’operatività di gran parte del gruppo di soggetti a lui facenti capo e le numerose attività economiche riconducibili al sodalizio.

Dal punto di vista temporale, le investigazioni abbracciano il periodo che va dall’inizio del 2015 al giorno della cattura del latitante, sorpreso all’interno di un’abitazione nel centro del suo paese d’origine, nella disponibilità di Salvatore Figliuzzi, 62 anni, e del figlio Pasquale, 41 anni,  i quali, arrestati in flagranza di reato per favoreggiamento aggravato, hanno subito patteggiato la pena.

    Le condotte di aiuto dei sodali si sono concretizzate nella messa a disposizione di quanto necessario alla protrazione dello stato di latitanza di Marcello Pesce, alla sua assistenza morale e materiale ed alla creazione, a tal fine, di una rete di supporto e di tutela, così come avvenuto con l’effettuazione delle staffette dirette ad evitare l’intervento delle forze dell’ordine sia all’atto dei vari spostamenti del latitante e sia quando i sodali, i familiari e/o terzi soggetti si recavano presso i vari covi e nel procurare appuntamenti con soggetti terzi e garantire gli incontri tra il latitante ed i sodali.

La vasta piattaforma tecnica messa in piedi tramite molteplici intercettazioni telefoniche, ambientali, telematiche e di videosorveglianza - congiuntamente a tradizionali attività di riscontro sul territorio - ha consentito di far luce sulle condotte criminali poste in essere dal gruppo facente capo a Marcello Pesce e, più in generale, all’intera cosca omonima, con particolare riferimento al monopolio forzoso del settore del trasporto merci su gomma di prodotti ortofrutticoli per conto terzi, alle intestazioni fittizie di beni (finalizzate ad evitare i provvedimenti ablatori) ed al traffico degli stupefacenti.

Per cui, l’attivismo criminale della cosca non si è limitato al settore degli stupefacenti od all’intestazione fittizia in funzione della protezione dei beni della cosca, ma si era allargato soprattutto alle attività di illecita mediazione nel settore dei trasporti merce per conto terzi, storicamente di competenza dell’articolazione della cosca Pesce facente capo al boss Marcello Pesce.

Centrale in tutti questi ambiti era anche la figura di Filippo Scordino - ritenuto il luogotenente di Marcello Pesce e persona di estrema fiducia del figlio Rocco -  che è risultato il principale gestore della cosiddetta “Agenzia di Rosarno”, ovvero l’agenzia di mediazione dei trasporti merci su gomma attraverso la quale il settore è monopolizzato da Marcello Pesce.

La sintesi degli elementi raccolti nel corso delle investigazioni, a supporto del reato di associazione mafiosa e dei diversi delitti-scopo sopra indicati ascritti a carico degli indagati e l’effettiva riconducibilità agli stessi di una serie di società, ditte individuali, beni immobili e mobili, strumentali alla realizzazione dei predetti reati e/o, comunque, da ritenersi prezzo, prodotto o profitto degli stessi, ha consentito di emettere, contestualmente ai fermi dei soggetti, un decreto di sequestro preventivo d’urgenza dei seguenti beni e società e dei relativi patrimoni aziendali (beni mobili ed immobili, crediti, articoli risultanti dall’inventario, beni strumentali, denominazione aziendale, avviamento, conti correnti, nonché tutte le licenze e/o autorizzazioni all’esercizio dell’attività commerciale concesse dalle Autorità competenti):

  • Ge.Tra.L. Società Cooperativa esercente l’attività di trasporto ed autotrasporto di persone e/o merci per conto proprio o di terzi, con sede in Rosarno e sede secondaria in Forlimpopoli (FO), nella reale disponibilità di  PESCE Marcello, PESCE Rocco, SCORDINO Filippo e RACHELE Rocco;
  • Ditta Individuale di Mediazione nei Trasporti di SCORDINO FILIPPO con sede in Rosarno;
  • Azienda Agricola Le Tre Stagioni Srl di MORILLO VELAZQUEZ Joel, con sede in San Ferdinando (RC) e sede secondaria a Ferrara (FE), esercente il commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi (nella sede di Ferrara), la lavorazione, il confezionamento, la produzione, la trasformazione e la commercializzazione, sia all’ingrosso che al dettaglio di prodotti alimentari (nella sede principale) nella reale disponibilità di PESCE Marcello e PESCE Rocco;
  • Azienda Agricola di PESCE Rocco, esercente l’attività di coltivazione di agrumi, con sede legale in Rosarno;
  • Ditta Individuale di trasporto merci su gomma Di NICOLACI GIUSEPPE, con sede in Rosarno ed i trattori stradali e semirimorchi intestati a NICOLACI Giuseppe: 6 semirimorchi, 3 trattori stradali e 1 autocarro targato, riconducibili a PESCE Antonino classe 1982;
  • S&T Logistic Srl di STILO Nicola con sede legale in Rosarno, esercente attività di trasporto merci in conto proprio ed in conto terzi, nella reale disponibilità di STILO Bruno e SCORDINO Filippo;
  • Regina Trasporti Srl, di DEMASI Gessica e DEMASI Francesco, con sede legale in Rizziconi,  esercente l’attività di trasporto merci su strada -  compresi 2 trattori stradali,  nella reale disponibilità di STRAPUTICARI Vincenzo, STILO Bruno e SCORDINO Filippo;
  • Trans-Log Trasporti Nazionali e Internazionali di ARMELI Rosario, con sede legale in Rosarno (RC) e sede secondaria in Ferrara (FE), nella reale disponibilità di PESCE Marcello, PESCE Rocco, SCORDINO Filippo  e STILO Bruno;
  • Trattori stradali e semirimorchi intestati a TRIPODI Giuseppe: 5 semirimorchi, 5 trattori stradali, nella reale disponibilità di PESCE Marcello, PESCE Rocco, SCORDINO Filippo e STILO Bruno.
Il valore dei beni sottoposti al sequestro - eseguito anche dal personale della Polizia di Stato in servizio alla Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Calabria - ammonta a circa 10 milioni di euro.
L’odierna operazione di polizia è finalizzata a colpire una delle più importanti articolazioni territoriali della ‘ndrangheta calabrese, ovvero la cosca Pesce, operante nella Piana di Gioia Tauro, in Italia e all’estero. Rilevante è da ritenersi – a parte i fermi eseguiti nei confronti di soggetti di vertice della cosca – anche il sequestro di un imponente patrimonio aziendale riconducibile alla famiglia di Marcello Pesce, che comprende 8 società ed una consistente flotta di mezzi di notevole valore commerciale (trattori stradali, rimorchi e semirimorchi).  

All’esecuzione di una parte delle perquisizioni hanno collaborato le Squadre Mobili delle Questure di Ferrara e Forlì-Cesena, dove hanno sede alcune società o filiali sottoposte a sequestro.

Sono state infine eseguite perquisizioni finalizzate alla ricerca di cose o tracce pertinenti ai reati.

About Pino d'Amico

Reggio Calabria e la sua Provincia dentro la cronaca e non solo.
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